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CONTESTO
In tale proposta abbiamo scelto di affrontare
il tema dell’accompagnamento, considerato come
strumento e fattore del processo d’inserimento.AOPI.net
è l’acronimo di:”Accompagnare e Ottimizzare
i Processi d’inserimento”.
Noi consigliamo di analizzare i modelli comuni utilizzati
per l’inserimento delle persone maggiormente svantaggiate.
Tale analisi si basa sullo Partenariato di Sviluppo
(PS) e offre differenti settori di ricerca (dall’alloggio
al lavoro fisso), di sperimentazione e reciprocità,
che aiuteranno a progettare le modalità dell’accompagnamento.
La nostra duplice intenzione di porre l’accompagnamento
al centro della nostra riflessione e agire sull’ottimizzazione
del processo d’inserimento, si basa sull’
analisi della recidività, dello sviluppo ciclico/spirale,
che si può notare tra le persone a rischio d’emarginazione.
Generalmente, i procedimenti comuni per l’inserimento
si basano su modelli e pratiche differenti. Tali procedimenti.
suggeriscono percorsi lineari di inserimento, integrando
step graduali, in modo che siano coerenti e progressivi
per quanto riguarda la durata e i requisiti dell’impiego.
Tale situazione apparentemente contraddittoria, ci spinge
a organizzare il nostro lavoro in maniera differente,
puntando principalmente da un lato, a intendere l’accompagnamento
come via di studio, e dall’altro ad utilizzarlo
come strumento per l’ottimizzazione del processo
di inserimento. Donne, lavoratori anziani, immigrati,
ex prigionieri, persone senza qualifica e senza diploma,
sono al centro di una spirale da cui è difficile
uscirne. Questo fatto pone il problema dei metodi e
delle prassi da supporto a tale target:cioè a
dire, affrontare la questione dell’accompagnamento.
La moltitudine di organizzazioni pubbliche e private,
che agiscono nell’interesse di tali persone, spesso
operano in maniera caotica, dando risultati poco produttivi.
Tutto ciò moltiplica le proposte di inserimento
a cui le persone interessate rispondono senza avere
le capacità e senza capirne la coerenza e l’importanza.
Questo fenomeno, era già stato osservato in altri
progetti (vedi PIC Employment) soprattutto a livello
transnazionale, giungendo ad affermare che una spiegazione
del fenomeno a livello nazionale, in termini di cause
e d’organizzazioni, non è sufficiente.
La durata del processo unita alla sua ripetitività
ci dovrebbe far dubitare. Non si può attribuire
soltanto ai beneficiari di questo percorso, la responsabilità
di queste scelte, a causa della loro natura poco qualificata
a livello sociale. Infatti, riteniamo che ci siano differenti
livelli d’ interpretazione del problema. Pensiamo
che la ricerca in questo settore unita ai diversi interventi
così come previsto dal nostro Partenariato di
Sviluppo, consentirà di avere una visione multidimensionale
e non univoca degli ostacoli che s’ incontrano
nel supportare l’inserimento lavorativo.
La mancanza di linearità del processo d’inserimento
(sin da quando è stato osservata ), è
una realtà che dovrebbe essere compresa, descritta
e spiegata, per adattare gli interventi da effettuare.
In che modo comprendere tale non-linearità? E’
giustificata per tale categoria di beneficiari?Pertanto
tale prospettiva pone la questione della visione consensuale
e rappresentativa dell’inserimento da parte degli
attori coinvolti che stabiliscono o organizzano i percorsi
d’inserimento:articolati nel tempo, progressivi
per l’acquisizione di competenze utili per il
lavoro, perciò essere coerenti (es.inserimento
lavorativo tramite la formazione economica o professionale->
lavoro interinale-> lavoro a tempo indeterminato).
Il processo d’inserimento non può
essere separato dal suo contesto e dai dati sociali
ed economici, che sono mutevoli per loro natura. Ciò
spiega perché vogliamo proporre nuovi settori
di riflessione e nuove pratiche che aiutino a riconsiderare
lo strumento dell’accompagnamento. La nostra proposta
sarà supportata da una combinazione ( e non una
struttura lineare) di partecipanti che rappresentano
le organizzazioni d’inserimento ( vedi: i soci
del Partenariato di Sviluppo).
In tale contesto, parecchi fattori emergono
nel nostro progetto:l’impegno a capire i percorsi
professionali realizzati, dal punto di vista esterno,
auto-valutazione delle abilità acquisite, metodi
di empowerment applicati alle persone più svantaggiate.
L’uso delle Tecnologie d’Informazione
e Comunicazione (ICT), applicate a diversi livelli dell’intero
progetto, dovrebbe contribuire alla volontà tanto
dei beneficiari quanto delle organizzazioni, di prendere
parte, di partecipare e valutare il progetto.
OBIETTIVI
Il nostro progetto si basa su un insieme
di problematiche che le organizzazioni che supportano
l’inserimento rilevano ma di cui non trovano le
soluzioni adatte. Il progetto prevede logiche modulari/
pluraliste che spiegano i motivi della non –efficienza
dei processi d’inserimento e gli impegni istituzionali
che li accompagnano.
I sotto-progetti erano stati elaborati
come ipotesi d’ottimizzazione. Il loro obiettivo
è di conseguire risposte diversificate per settori
sperimentali differenti ma complementari. Pertanto,
la complessità della realtà del processo
d’inserimento sarà evidenziata nel nostro
progetto. Ciò spiega perché è essenziale
creare il Partenariato di Sviluppo e il Partenariato
Transnazionale.
Per intraprendere questo progetto si
è stabilito uno Partenariato di Sviluppo a due
livelli:
Il “gruppo principale”, che partecipa attivamente
alla ricerca e alla sperimentazione. I suoi membri sono:INFREP,
APTIRA,PROMOJEUNES 49:CHRS+ Promojeunes Formation, UREI.
Questo gruppo s’impegna ad effettuare la sperimentazione
sulle modalità di accompagnamento in differenti
situazioni (di luogo/tempo) della struttura completa
d’inserimento che è alla base del nostro
Partenariato di Sviluppo. L’obiettivo della sperimentazione
è l’ottimizzazione dei processi d’inserimento
(durata e benefici). E’ importante per noi, soffermarsi
sulla parola “configurazione” finchè
caratterizza il nostro Partenariato, poichè vorremmo
abbandonare, almeno durante il periodo della sperimentazione,
la concezione lineare, continua e graduale del processo
d’inserimento. Il motivo è che abbiamo
osservato che il processo circolare o a spirale d’inserimento,
specialmente per le persone in grande difficoltà,
è un fallimento per gli attori coinvolti e i
beneficiari stessi. Come possiamo spiegare e ottimizzare
tale tipo di percorso? L’ aspirazione del nostro
progetto è di rispondere a questi quesiti.
Un gruppo “satellite” supporta
queste sperimentazioni, riguardo alla formazione dei
partecipanti, alla combinazione di risorse e fornendo
i luoghi e le condizioni per la formazione practica.
Tale gruppo è formato da SAS InterCosmétiques,
AMPA France, UREI, e CRDP. Tali organizzazioni s’impegnano
a partecipare e/o supportare l’intero progetto
e a lavorare in parecchie direzioni. Nella fase iniziale
del progetto: radunare le risorse necessarie per eseguire
il progetto. Tale processo coinvolge beneficiari, membri
del Partenariato e consulenti ( progetto UREI). Durante
il progetto: supporto tecnico e formazione dei membri
del SP ( progetto CRDP e AMPA France) e/ o accoglienza
dei beneficiari nel quadro delle nuove modalità
d’accompagnamento ( progetto InterCosmètiques).
Dopo le sperimentazioni: sostegno all’accompagnamento
d’inserimento con lo scopo di trasferire i risultati
della sperimentazione al territorio.
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